L’Atletico in 10 strappa un ottimo pareggio in casa della vice capolista Moretta.

L’Atletico Racconigi esce dal sintetico del “Baudo” di Moretta con un ottimo pareggio, 2-2, ottenuto con la garra, con il cuore e con i denti, nonostante abbia giocato in condizioni di inferiorità numerica a partire dal 12° minuto per via dell’espulsione comminata ai danni di Abas.

L’avvio del derby è stato caratterizzato dai pirotecnici fuochi d’artificio innescati ed esplosi dalle due contendenti nei primi, scoppiettanti minuti di gioco, con un botta e risposta che aveva visto i biancoverdi allenati da Cellerino passare in vantaggio con Moroni e i racconigesi impattare immediatamente il risultato con una segnatura di testa realizzata da Abas.

Come dicevamo in apertura, al minuto 12, si registrava l’episodio che penalizzava la squadra del presidente Casale, vale a dire il cartellino rosso esibito dalla direttrice di gara, la signorina Buccheri della sezione di Torino, nei confronti dell’attaccante di Barriera Milano, un provvedimento sanzionatorio apparso eccessivo e sproporzionato rispetto all’entità del fallo di gioco commesso ai danni del giocatore Blencio( come descriveremo in sede di cronaca).

Al 37′ il Moretta capitalizzava la superiorità numerica grazie alla rete del nuovo vantaggio siglata da Villano.

Ad inizio ripresa l’Atletico riusciva a ristabilire la situazione di equilibrio con una marcatura di Meitre.

Da quel momento, il Moretta assumeva il comando delle operazioni, mantenendo costantemente il possesso palla, senza comunque mai impensierire e minacciare seriamente la porta difesa da Lentini.

L’Atletico riusciva così a limitare gli effetti collaterali della disparità numerica ed a conquistare un prezioso e meritato punto, giusto e legittimo premio per una prestazione condotta con accortezza e concentrazione, facendo leva sullo spirito di sacrificio e sulla capacità di applicazione di tutto il collettivo, sul mutuo soccorso che tutti i giocatori hanno praticato e mantenuto fino alla fine.

Resta il rammarico per aver giocato quasi tutta la gara con un uomo in meno, nella convinzione e nella consapevolezza che, in condizioni di normale equilibrio numerico, l’Atletico visto oggi se la sarebbe potuta sicuramente giocare alla pari e avrebbe potuto provare a portare a casa il risultato pieno.

Moretta, 1 marzo, ore 14.30, stadio comunale “Baudo”, 23^ giornata.

FORMAZIONI

Moretta: Tulino; Moroni, Leccese(79′ Colaianni), Fraccon, Birtolo; Mezzano(58′ Decolombi), Caricato(58′, Coppola), Osella, Villano(71′ Teppa); Pastiu(69′ Mastrapasqua), Blencio.

A disposizione: Fazio, Negro, Vergnano, Gentile.

Allenatore Cellerino.

Atletico: Lentini; Parpaiola, Todaro(75′ El Kassab), Kola; Neddar, Carluccio, Meitre(90′ Bossolasco), Falconi, Porcu(79′ Cukaj); Iacolino(84′ Mangia), Abas.

A disposizione: Marra, Gozzarino, Tene, Berardo, Berrite.

Direzione Tecnica Boscolo-Sorace.

Terna Arbitrale: direttore di gara Maria Giulia Buccheri(Torino), assistenti Cencio e Nazzaro(Alba-Bra).

TABELLINO

Marcatori: Moroni al 2′, Abas al 3′, Villano al 37′, Meitre al 52′.

Espulsi: Abas al 12°, rosso diretto.

Ammoniti: Caricato, Fraccon.

Recupero: 3′ p.t., 5+1 s.t.

Note: terreno di gioco in sintetico, pomeriggio prevalentemente nuvoloso, temperatura 14°, spettatori 150 circa.

Moretta e Atletico si affrontavano per la quarta volta in stagione( andata e ritorno di Campionato e preliminari di Coppa Italia, in conclusione, il bilancio finale sarà di due pareggi e due vittorie biancoverdi, n.d.r. ) accusando un’assenza di rilievo per parte, Brero per i morettesi e Vailatti per i reali.

Cronaca primo tempo

1′, pronti via, occasione per l’Atletico con Porcu: l’esterno numero 3, appostato all’altezza del vertice di sinistra dell’area piccola, riceveva un pallone proveniente dalla parte opposta e calciava di prima intenzione, l’esecuzione con il piattone mancino, con il compasso troppo aperto, risultava imprecisa e si spegneva alta sul fondo.

2′, capovolgimento di fronte e Moretta in vantaggio: Parpaiola, in fase di disimpegno aereo all’interno della propria area, appoggiava di testa in direzione di Lentini, sulla traiettoria del blando retropassaggio si inseriva Moroni che si avventava sulla sfera deviandola tanto quanto bastava per mettere fuori causa l’accorrente estremo difensore, depositando in rete all’angolino alla destra della porta sguarnita, nonostante il disperato tentativo in extremis in scivolata di Todaro.

Passava solamente un minuto e l’Atletico ristabiliva la parità iniziale: lunga parabola spiovente in piena area morettese, Abas riusciva a mantenersi stabile, a resistere al contrasto aereo tentato da Fraccon e a deviare di testa, indirizzando il pallone alla sinistra del sorpreso Tulino.

Partenza al fulmicotone e due gol in altrettanti minuti, con un botta risposta che, quindi, introduceva e preannunciava che si sarebbe trattato di una sfida tendenzialmente combattuta, avvincente ed equilibrata.

Invece, al 12′, la paritetica situazione numerica delle forze in campo veniva alterata da una discutibile ed opinabile decisione adottata dalla direttrice di gara, la giovane Maria Giulia Buccheri: all’altezza della linea laterale di destra, Abas e Blencio entravano in contatto per contendersi il pallone, l’intervento dell’attaccante racconigese veniva valutato e giudicato eccessivamente scorretto e meritevole di essere sanzionato addirittura con il rosso diretto.

Dagli spalti della tribuna, si è avuta l’impressione che l’immediata, reclamante e pressante reazione di buona parte dei compagni del giocatore della squadra di casa terminato a terra, consistente in una specie di accerchiamento nei confronti della arbitra, abbia potuto condizionare impulsivamente la decisione disciplinare del femminile fischietto torinese, laddove, senza voler sembrare di parte, un cartellino giallo sarebbe stato un provvedimento maggiormente proporzionato rispetto all’entità ed alla gravità della scorrettezza commessa.

Da quel momento, la supremazia numerica a favore del Moretta si traduceva anche con quella territoriale, con l’Atletico costretto a rivedere il suo assetto, il suo schieramento e la sua disposizione in campo, in funzione di sopperire all’effetto dell’uomo in meno e fronteggiare la nuova situazione che si era venuta improvvisamente ed imprevedibilmente a creare.

In queste fasi di tentativi offensivi da parte della squadra di casa, Lentini riusciva a distinguersi positivamente, disimpegnandosi egregiamente con uscite aeree efficaci e puntuali controlli a terra del pallone.

36′, azione di alleggerimento dell’Atletico, pallone indirizzato in area, Porcu svirgolava il pallone, il suo esterno sinistro al volo terminava sul fondo, impennandosi alto sulla traversa.

37′, il Moretta si riportava in vantaggio: su un pallone vagante in area, Villano coglieva l’attimo fuggente impattando e calciando verso la porta di Lentini, risolvendo da posizione favorevole sotto porta con una precisa conclusione che superava l’estremo difensore in tenuta arancione.

La prima frazione di gioco si chiudeva così in vantaggio per il Moretta, sia come punteggio che come superiorità di presenza di giocatori e forze in campo.

Cronaca secondo tempo.

52′, l’Atletico, coraggioso ed indomito, riusciva a riacciuffare un insperato ma meritato pareggio sugli sviluppi di un calcio di punizione dal limite dell’area: posizione centrale, battuta affidata a Todaro, rasoterra che bucava la munita barriera biancoverde che veniva respinto con il corpo da Caricato, disteso orizzontalmente in modalità “coccodrillo”, il pallone veniva intercettato da Meitre che, di prima intenzione, insaccava alle spalle di Tulino con un preciso fendente.

56′, Caricato, già precedentemente ammonito, commetteva un evidente intervento scorretto ai danni di Meitre a centrocampo, la direttrice di gara gli risparmiava salomonicamente la seconda yellow card che avrebbe ristabilito la situazione di parità numerica.

Scampato il serio pericolo, lo stesso giocatore numero 10, ex Atletico, veniva prontamente ed inzaghianamente sostituito per evitare ulteriori, dannosi pericoli e rischi.

75′, seconda tegola di giornata per l’Atletico, Todaro era costretto ad abbandonare il terreno gioco per il solito, ricorrente infortunio muscolare, al suo posto subentrava El Kassab.

Nei minuti finali, con il Moretta che nel frattempo aveva utilizzato tutti i cambi a disposizione, si assisteva al prevedibile ma improduttivo forcing finale dei biancoverdi locali.

L’Atletico, di conseguenza e gioco forza, comunque senza fare barricate, provvedeva ad erigere e rinforzare i frangiflutti della linea Maginot, non disdegnando tentativi di alleggerimento della pressione avversaria con le ripartenze vivificate dall’ingresso in campo di Mangia e Cukaj.

Le ultime emozioni ed annotazioni degne di nota riguardavano un rasoterra di Decolombi parato a terra da Lentini ed una conclusione dalla distanza di Cukaj che costringeva Tulino a distendersi ed a rifugiarsi in angolo.

Nei 5′ di recupero non accadeva più nulla di particolarmente significativo, il triplice fischio finale di Buccheri decretava la fine delle ostilità e certificava la spartizione della posta in palio, tutto sommato la conclusione più giusta ed equa di un pomeriggio emozionante, risultato che premiava il coraggio, l’abnegazione e l’ammirevole capacità dell’Atletico, granitico, resistente e resiliente, nonostante la partenza ad handicap.

Con il punto ottenuto l’Atletico raggiunge quota 33, posizione intermedia di centro classifica, a sei punti dalla zona play off e distante 10 lunghezze da quella play out.

Domenica prossima, 24° turno, l’Atletico ospiterà in casa il Villafranca, inaugurando un importante trittico di partite che nelle settimane a seguire lo vedranno impegnato a sfidare due dirette antagoniste per le residue speranze di reinserimento nelle zone alte della classifica( Saviglianese in trasferta e Pedona in casa).

Dall’esito delle prossime tre gare si delineeranno e definiranno in maniera più chiara ed evidente il destino e le sorti stagionali dell’Atletico…chi vivrà vedrà….