L’Atletico in versione kombat folk espugna Robilante, adesso è a due punti dalla vetta!

L’Atletico Racconigi espugna il Felice Bosco di Robilante e si porta a soli due punti di distanza dalla capolista Sant’Albano, approfittando del clamoroso harakiri interno contro il Valle Po in cui è incorso il team neroarancio.

Il girone di andata non poteva finire nel migliore dei modi, con la squadra di Boscolo-Pisano che, al giro di boa ed in prospettiva della ripresa del campionato, ha al centro del mirino l’obiettivo e la possibilità di tentare di agganciare la vetta della classifica già nel mese di gennaio.

Quella conquistata contro i biancoverdi del Valvermenagna non à stata una vittoria facile, essendo stata ottenuta grazie ad una partita di grande spirito e sacrificio collettivo, di maturità, di saldezza e consistenza nervosa, di esibizione di forza atletica, di dimostrazione di tenuta fisica e di superiore cifra tecnica, disputata contro un avversario bisognevole di punti in chiave salvezza e su un terreno di gioco reso allentato e fangoso a causa dell’effetto disgelamento permafrost notturno.

L’Atletico ha avuto il merito, tra l’altro, di aver reagito immediatamente alla rete dello svantaggio, di essere stato in grado di recuperare e ribaltare il risultato, orientando ed acquisendo a suo favore l’inerzia e lo svolgimento dell’incontro.

Con la partenza ad handicap determinata dalle precarie condizioni fisiche che avevano interessato il capitano Vailatti, tenuto prudenzialmente in panchina, la situazione delle condizioni dell’ organico dell’Atletico veniva aggravata e resa ancora più difficoltosa e problematica dall’infortunio di Albi Demaria, uno dei pilastri della retroguardia, costretto ad abbandonare il terreno di gioco già nei minuti iniziali di avvio partita causa un improvviso fastidio di carattere muscolare.

Così, la direzione tecnica era costretta a rivedere e modificare inevitabilmente ed imprevedibilmente l’assetto tattico della squadra, sostituendo lo sfortunato stopper saluzzese con il centrocampista Mario Tene e retrocedendo sulla linea difensiva Simone Viola, adattato a far da cerniera centrale con Camisassa.

La prestazione del collettivo racconigese è stata anche contrassegnata ed esaltata da una prova caratteriale di spessore e di personalità, soprattutto quando il gioco si stava facendo duro ed agonisticamente esasperato e combattuto.

L’unica pecca di giornata ha riguardato la mancanza di cinismo, di precisione e di concretezza in fase realizzativa, circostanza che ha tenuto in vita il Valvermenagna fino al fischio finale, nonostante il reparto offensivo abbia disputato una prestazione di applicazione tattica, di dedizione ed abnegazione qualitativa e quantitativa.

Durante l’arco della partita, Garcea, Barison, Scola e Peano avevano creato i presupposti e le opportunità per infliggere il colpo di grazia numerico, che avrebbe conferito al risultato un margine di sicurezza e di tranquillità gestionale e chiuso in cassaforte l’esito del match.

E’ altrettanto vero che il Valvermenagna non ha quasi mai impensierito la porta difesa da Migliore, l’arrembante e monocorde manovra articolata, palla lunga e sistematica imbucata in area, è stata in grado soltanto di originare delle furiose e confuse mischie in area, dove i difensori racconigesi hanno vinto tutti i duelli e gli scontri individuali, riuscendo ad erigere uno sbarramento ed una diga praticamente respingenti ed invalicabili, proteggendo tutti gli spazi e le vie di ingresso nella propria area.

In definitiva, la determinazione agonistica, la superiore organizzazione di gioco ed i valori tecnici espressi dalle singole individualità, hanno reso la vittoria dell’Atletico meritata e legittima.

Robilante,17 dicembre, ore 14.30, campo sportivo Felice Bosco, 15^ giornata.

FORMAZIONI

Valvermenagna(4-4-2): Affelli; Furtuna, Carletto, Mattia Vola, Miino(dal 57′ Dalmasso); Vallauri, Bertaina(dal 74′ Grosso), Ghigo, Davide Vola(dal 85′ Giordano); Gribaudo, Ejohwomu(dal 78′ Contarino).

A disposizione: Neri, Taricco, Dutto, Pellegrino, Modica.

Allenatore Massimiliano Contarino

Atletico(4-4-2): Migliore; Preka, Demaria(dal 10′ Tene), Camisassa, Bossolasco; Tavella, Viola, Bosio, Scola; Garcea(dal 81′ Vailatti), Barison(dal 72′ Peano).

A disposizione: Ghione, Dekaj, Neddar, Sorrentino, Kone, Piasco.

Direzione Tecnica Boscolo-Pisano

Direttore di Gara Arianna Quadro della sezione di Pinerolo.

TABELLINO

Marcatori: 34′ Miino, 37′ Barison su rigore, 48′ Garcea.

Ammoniti: Gribaudo, Camisassa, Preka.

Recupero: 2′ p.t., 5′ s.t.

NOTE: pomeriggio freddo e soleggiato, temperatura 6°, terreno di gioco in precarie condizioni, spettatori una settantina circa.

GLI HIGHLIGHTS DEL PRIMO TEMPO

Nell’allestimento della formazione di partenza, l’Atletico Racconigi, in tenuta nera con inserti bianchi, era nuovamente costretto a rinunciare alla titolarità di Momo Vailatti, tenuto e preservato in panchina a scopo precauzionale per problemi fisici; Boscolo ridisegnava il suo 4-4-2 di giornata avanzando Viola all’altezza della linea mediana e proponendo Preka esterno destro dello schieramento difensivo.

In casa dei bianco verdi del Valvermenagna, mister Contarino doveva fare i conti con numerose assenze causa infortuni.

La direzione dell’incontro veniva affidata ad Arianna Quadro della sezione di Pinerolo.

Le squadre scendevano in campo su un terreno di gioco che si presentava in precarie condizioni di agibilità e praticabilità, ricoperto da uno scivoloso strato di molle fanghiglia che rendeva difficoltoso il mantenimento dell’equilibrio e dello scorrimento del pallone.

Si preannunciava quindi una partita muscolare e fisica che comunque sarebbe anche servita a riscaldare il corpo degli atleti messo a dura prova dalla bassa e rigida temperatura della Valle Vermenagna.

La prima parte del match era caratterizzata da alcune iniziative offensive della squadra di casa, spinta ed incitata dai giovani supporters assiepati in Curva Sud, che si facevano sentire a ritmo di tamburi, con l’intonazione di incessanti e tipici cori da stadio, accompagnati dal lancio di fumogeni e dallo sparo di petardi e mortaretti.

Il Valvermenagna si rendeva pericoloso con alcune azioni, incursioni e sfuriate in velocità attraverso le linee laterali, le cui rifiniture in area venivano controllate e sorvegliate dall’attenta retroguardia racconigese.

Al 10′ Demaria era costretto ad abbandonare il terreno di gioco per un fastidioso risentimento muscolare, al suo posto veniva inserito il 20enne centrocampista Mario Tene, con conseguente arretramento di Simone Viola sulla linea difensiva.

Come era prevedibile, viste le condizioni del terreno di gioco, lo svolgimento della partita era caratterizzato dalla fisicità e dalla vigoria atletica, situazione in cui le squadre si fronteggiavano e battagliavano senza risparmio di energie.

Si andava così direttamente al 32′ quando Tene, in condizioni di precaria stabilità, indirizzava una conclusione di interno sinistro verso la porta presidiata da Affelli che risultava imprecisa, terminando alta sulla traversa.

Al 34′, il Valvermenagna passava inopinatamente in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il pallone veniva spedito all’interno dell’area piccola racconigese, sulla traiettoria a spiovere interveniva di testa il difensore Miino che riusciva ad indirizzare la sfera sotto l’incrocio dei pali, alla sinistra della porta difesa da Migliore.

La rabbiosa ed immediata reazione dell’Atletico determinava l’azione da cui scaturiva l’assegnazione del rigore del pareggio: minuto 37, Simone Scola ara abile a destreggiarsi all’altezza del settore sinistro dell’area di rigore, nei suoi confronti interveniva un difensore bianco verde il cui scomposto ed irregolare intervento ne provocava l’atterramento.

Il direttore di gara, la signorina Quadro, non aveva alcuna esitazione ed assegnava il penalty, tra le vibrate, canoniche ma inutili proteste di discolpa giustificatoria inscenate dai diretti e passivi interessati: dal dischetto, “the specialist” Manu Barison trasformava con precisione e freddezza, spiazzando completamente il portiere avversario con un’impeccabile esecuzione balistica.

Al 39′, i locali contestavano in modo veemente e reiterato la decisione del direttore di gara di lasciar proseguire su un’azione accaduta all’interno dei sedici metri nemici, reclamando la mancata concessione della massima punizione su una presunta trattenuta con conseguente e rovinosa caduta ai danni di un giocatore in area di rigore.

Quasi allo scadere della prima frazione di gioco, l’Atletico falliva una duplice occasione che avrebbe consentito di andare al riposo in condizioni di vantaggio.

Al 41′, una bella azione articolata ed orchestrata in velocità dal trio offensivo, metteva in condizioni Scola di battere a rete, sul suo tiro da buona posizione interveniva un difensore che deviava in angolo.

Al 44′, l’attaccante numero 11 si rendeva particolarmente pericoloso in area avversaria, sul suo tentativo, il portiere Affelli era costretto ad intervenire con abilità e tempismo per contrastare e respingere la battuta a scavalcare di Scola.

Il primo tempo si chiudeva così dopo 2′ di recupero.

GLI HIGHLIGHTS DEL SECONDO TEMPO

Pronti via e l’Atletico si portava in vantaggio al primo, vero affondo della seconda frazione di gioco: 48′, su una veloce azione in ripartenza, con la retroguardia locale sbilanciata in avanti, Scola, in prossimità dell’area di rigore, rifiniva e scaricava lateralmente sull’accorrente Garcea che, avendo seguito ed accompagnato il compagno, riceveva, controllava, e, da poco dentro l’area, indirizzava un preciso destro rasoterra che non lasciava scampo ad Affelli.

L’Atletico riusciva così ad incanalare ed instradare lo svolgimento della partita a suo favore, nonostante si fosse soltanto ad inizio ripesa.

La prevedibile ed aggressiva reazione a pieno organico del Valvermanagna lasciava invitanti spazi per le veloci azioni di rimessa che sfruttavano ed esaltavano le doti in velocità ed in progressione di Garcea e Scola.

Su una simile circostanza, al 64′, proprio lo stesso Scola, non riusciva ad approfittare di una difettosa uscita a vuoto di Affelli al limite dell’area, l’azione sfumava e non si concretizzava, nonostante la porta fosse rimasta praticamente sguarnita.

Al 68′, una conclusione di Tene veniva bloccata a terra dal portiere avversario.

Tra il 74′ ed il 76′, prima Preka successivamente Bosio risultavano provvidenziali e decisivi nello sbrogliare alcune scabrose situazioni di pericolo propiziate all’interno della propria area, riuscendo ad allontanare la minaccia su altrettanti, arrembanti tentativi avversari.

Al 78′, Garcea mancava clamorosamente la segnatura del 3-1 che avrebbe chiuso definitivamente la contesa, spento le speranze di rimonta, devitalizzato gli ardori agonistici ed i bollenti spiriti bianco verdi: l’attaccante, oggi in maglia numero 10, con lo specchio della porta completamente libero, non riusciva a calibrare nel migliore dei modi una parabola indirizzata dal limite dell’area la cui traiettoria, a scavalcare la disperata uscita di Affelli, terminava fuori di un niente.

Al minuto 81, Vailatti, notoriamente elemento di sterminata e conclamata esperienza calcistica, veniva mandato in campo in sostituzione di Garcea, con l’obiettivo di dare manforte alla difesa, conferire prestanza fisica sui palloni alti, compattare e rinforzare gli argini, in attesa del prevedibile e disperato forcing finale del Valvermenagna.

Un minuto dopo, una debole conclusione di Contarino veniva bloccata a terra da Migliore.

Al minuto 88, il neo entrato Peano sparava alto sulla traversa da buona posizione.

Nei 5′ di recupero concessi la squadra di casa produceva il massimo sforzo possibile ma tutti i tentativi messi in atto venivano rintuzzati e neutralizzati dal munito dispositivo difensivo racconigese.

Il triplice fischio finale della brava, autorevole e autoritaria signorina Quadro sanciva la vittoria dell’Atletico e certificava la sua nona affermazione stagionale.

P.S.

Citazione etimologica: l’origine del nome Robilante deriverebbe dal latino e significherebbe quercia oppure forza.

Ebbene, decodificando il significato della derivazione dell’origine della parola, la partita di oggi ha dimostrato la forza e la dignità calcistica dell’Atletico, la robustezza di un gruppo squadra che si sta cementando e sta acquisendo sempre più la consapevolezza delle proprie capacità e possibilità, destinato a recitare la parte ed il ruolo di protagonista fino alla fine.

Per motivi di tempo, il consueto approfondimento relativo al punto del girone è rimandato ad una prossima pubblicazione.